JOINTLY accompagna le aziende – oggi più di 1.000 – nel disegnare le strategie e i programmi più efficaci per favorire il benessere dei lavoratori, sostenendo produttività e competitività dell’impresa. Nata nel 2014 come start-up innovativa a impatto sociale e poi diventata la prima B Corp certificata nel suo settore, JOINTLY mette a disposizione delle aziende con le quali collabora un ecosistema di soluzioni per il benessere delle persone, in grado di massimizzare il valore generato dal corporate wellbeing.

Un approccio a vocazione sociale che supera la concezione di un welfare aziendale “monetizzabile”, concentrato quindi sui soli benefici in termini economici e fiscali, per puntare su strumenti e soluzioni in grado di migliorare il benessere lavorativo, personale e familiare dei lavoratori, con effettivi benefici sulle organizzazioni e sulle comunità in cui operano.

E questo grazie anche a JOY, la piattaforma proprietaria progettata per trasformare il wellbeing da un insieme frammentato di benefit a un’esperienza reale di benessere, capace di supportare la comunicazione delle iniziative, ma anche fornire una puntuale misurazione del livello di soddisfazione per poter massimizzare l’impatto del corporate wellbeing su engagement, retention e produttività. Attualmente sono circa 400mila gli utenti che accedono ai servizi della piattaforma JOY, dove possono scegliere tra oltre 130mila servizi convenzionati acquistabili. JOINTLY ha sede a Milano e il suo team è composto da 74 persone, con una predominanza femminile anche a livello di governance: le due co-founder, Anna Zattoni e Francesca Rizzi, sono infatti rispettivamente presidente e CEO dell’azienda.

Impegno di Sostenibilità e Responsabilità Sociale

La sostenibilità fa parte da sempre del DNA di JOINTLY che nasce, infatti, come start-up a vocazione sociale per poi passare a essere una società benefit e diventare la prima B Corp nel settore del welfare aziendale. Obiettivo principale di JOINTLY è quello di generare un impatto positivo sul benessere dei collaboratori, sulle aziende e sulle comunità locali in cui opera, offrendo soluzioni e programmi integrati in grado di supportare la salute psicofisica dei lavoratori e facilitare la conciliazione vita-lavoro, migliorando clima e produttività aziendale. A partire dal 2017, JOINTLY ha inoltre introdotto, per prima in Italia, la misurazione d’impatto in alcuni dei progetti di corporate wellbeing che porta avanti.

In linea con quanto previsto dalla direttiva europea CSRD, tramite il calcolo del Social Return On Investment, JOINTLY è in grado di quantificare gli effetti positivi dei suoi programmi di corporate Wellbeing, calcolando l’impatto sociale generato per aziende e persone, offrendo alle aziende anche la possibilità di misurare benefici percepiti dalla popolazione aziendale a valle dell’implementazione delle iniziative di benessere. Questa opportunità diventa uno strumento fondamentale non solo per poter condividere i risultati ottenuti con tutti gli stakeholder, ma anche per aumentare l’efficacia stessa delle strategie di corporate wellbeing. 

In un mondo del lavoro che sta evolvendo verso un modello di work-life integration, in cui non esiste più una rigida separazione tra tempi di vita e di lavoro, il corporate wellbeing può estendere la propria azione ben oltre il perimetro del contesto aziendale nel quale opera. Ed è quello che JOINTLY fa anche grazie al suo network di partnership e alla capacità di mantenere uno sguardo allargato sulle dinamiche sociali in senso ampio, come dimostra la presenza tra i soci fondatori del progetto PARI. Insieme contro la violenza di genere per contrastare questo fenomento anche in ambito lavorativo e la partecipazione all’Osservatorio sulla Crisi Demografica di Fondazione Magna Carta.

 

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