L'inclusione delle persone transgender sul lavoro è oggi una delle sfide più concrete per le organizzazioni che vogliono davvero investire in diversità, equità e inclusione (DE&I). Per affrontare il tema con un approccio informato e operativo, nell'ambito della Sodalitas Value Academy, Fondazione Sodalitas ha organizzato, in collaborazione con Bureau Veritas Italia e Gruppo Trans APS, il workshop "Identità e Lavoro: inclusione delle persone transgender e strumenti organizzativi", ospitato presso la sede di Bureau Veritas Italia a Milano.
L'incontro, coordinato da Patrizia Giorgio e da Arianna Forzani di Fondazione Sodalitas e riservato alle imprese associate, ha proposto un inquadramento del tema dell'identità di genere nei contesti professionali, con un focus sulle esperienze delle persone transgender e sui principali impatti a livello organizzativo, culturale e gestionale. Ampio spazio è stato dedicato anche alle carriere alias, intese come strumento operativo per garantire coerenza tra identità personale e documentazione interna, nel rispetto dei vincoli normativi e amministrativi.
Identità di genere e lavoro: perché le aziende (e non solo) devono occuparsene
Promuovere ambienti di lavoro inclusivi rappresenta oggi una leva strategica per il benessere delle persone, l'engagement e la capacità delle organizzazioni di attrarre e trattenere talenti. Non a caso, sempre più imprese stanno integrando i temi dell'identità di genere e dell'inclusione delle persone transgender nelle proprie strategie DE&I e nei processi HR.
Il contesto italiano, tuttavia, resta indietro rispetto ad altri Paesi europei: secondo la Rainbow Map Index 2026 di ILGA Europe, l'Italia si colloca al 36° posto su 49 Paesi per uguaglianza e tutela delle persone LGBT+, con un punteggio del 25,41%, ben lontano da Paesi come Spagna (76,41%) o Germania (66,13%). L'Italia è inoltre tra i Paesi europei con il maggior numero di crimini d'odio verso le persone trans e non dispone ancora di una legge sull'autodeterminazione di genere.
In questo scenario, le discriminazioni che le persone transgender affrontano nella sfera lavorativa sono ancora molto diffuse: secondo i dati "Trans Discrimination in Europe" di TGEU, circa il 45% delle persone trans ha vissuto forme di esclusione lavorativa, mobbing o licenziamenti legati alla propria identità di genere.
La formazione a cura di Gruppo Trans APS: identità, linguaggio e carriere alias
È proprio al fine di sensibilizzare e formare le imprese su questi temi che la prima parte della mattinata è stata dedicata alla formazione a cura di Christian Leonardo Cristalli di Gruppo Trans APS, realtà attiva nella promozione dei diritti delle persone transgender. L'intervento ha permesso di fare chiarezza su concetti chiave spesso confusi tra loro: sesso biologico, identità di genere, espressione di genere e orientamento sessuale, quattro componenti distinte e indipendenti che compongono l'identità sessuale di ciascuna persona.
La formazione ha inoltre affrontato temi molto concreti per la vita quotidiana in azienda, come il deadnaming (l'uso del nome anagrafico non più corrispondente all'identità della persona) e il misgendering (l’utilizzo di pronomi, nomi o termini di genere che non corrispondono alla reale identità di genere della persona): pratiche che, anche se involontarie, risultano irrispettose.
Uno dei temi centrali del workshop è stato poi quello della carriera alias, uno strumento operativo sempre più diffuso in vari ambiti e che consente alle persone transgender di utilizzare il nome scelto nella vita quotidiana lavorativa, in attesa o a prescindere dal completamento dell'iter di rettifica anagrafica.
A completare il momento formativo curato da Gruppo Trans APS è intervenuta Arianna Forzani, Manager Volontaria di Fondazione Sodalitas, che ha portato la propria esperienza personale in azienda, offrendo spunti concreti su come favorire una reale inclusione delle persone transgender, a partire dalle piccole pratiche quotidiane capaci di fare la differenza.
La testimonianza aziendale di Bureau Veritas Italia
A seguire la formazione, Bureau Veritas Italia, azienda ospitante e partner dell'iniziativa, ha portato la propria testimonianza aziendale, condividendo con le imprese partecipanti pratiche concrete legate all'inclusione delle persone transgender nel contesto lavorativo. Un momento utile per calare i principi teorici della formazione all'interno di casi reali di gestione HR e cultura organizzativa.
Verso ambienti di lavoro realmente inclusivi
Il workshop della Sodalitas Value Academy ha confermato come l'inclusione delle persone transgender in azienda non sia soltanto una questione di sensibilità culturale, ma richieda strumenti organizzativi concreti: policy strutturate, linguaggio rispettoso, formazione continua del personale HR e strumenti come la carriera alias, capaci di garantire coerenza tra identità personale e vita professionale.
Attraverso incontri come questo, Fondazione Sodalitas vuole offrire alle imprese uno spazio aperto di confronto e di scambio di buone pratiche, per costruire, insieme, contesti professionali sempre più sostenibili e orientati all’inclusione di ogni persona.
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Nell'ambito della Sodalitas Value Academy, Fondazione Sodalitas ha organizzato, in collaborazione con Bureau Veritas Italia e Gruppo Trans APS, il workshop "Identità e Lavoro: inclusione delle persone transgender e strumenti organizzativi".