I contenuti della Conferenza annuale di SIAA-Social Impact Analysts Association (Toronto, 3-4 novembre 2014)

La Conferenza annuale di SIAA-Social Impact Analysts Association, dal titolo “Talking data. Measurement with a message”, si è svolta a Toronto il 3 e il 4 novembre scorsi. Hanno preso parte alla convention oltre 200 persone, provenienti soprattutto da Commonwealth e USA e rappresentanti di organizzazioni nonprofit, fondazioni erogative, centri di ricerca universitari, società di consulenza e Pubblica Amministrazione. SIAA è una delle due ‘gambe’ su cui, insieme a SROI Network, si regge la neocostituita ‘Social Value International’, che è impegnata a rifletterne le esperienze composite.

Il confronto tra contesti geografici e di attività molto diversi ha reso evidenti la vivacità e l'ampia disponibilità di esperienze e sperimentazioni cui oggi è possibile attingere in materia di misurazione dell'impatto, insieme alla differenza di approcci e di livelli di complessità.

Il tema, in qualche modo contrapposto e bilanciante rispetto al tema dello scorso anno Beyond measurement, poneva l’accento su come presentare dati ed evidenze nel modo più efficace a supporto delle decisioni.

Per questa via, si può parlare di “ritorno” della comunicazione: il modo di presentare i risultati torna a prendere piena centralità: i dati di fatto comunicano significato quanto più sono corredati da immagini immediatamente eloquenti e inseriti in un racconto efficace che si dipani intorno alla theory of change, al modello logico che descrive il funzionamento e i passi dell’intervento.
Quanto alla misurazione, è importante puntare a misure che abbiano senso e che aggiungano significato: Measuring in a meaningful way. Analisi controfattuali e controlli randomizzati non sono l’unica necessaria misura aurea. E non serve inventare ogni volta qualcosa di nuovo. Meglio puntare a soluzioni pratiche, condivise e di facile comprensione. La raccomandazione è di adottare quelle misure che siano ragionevoli e significative per il problema specifico. Perché “mostrami come imparate” è la domanda che donatori e finanziatori dovrebbero porre all’organizzazione che sostengono.

I dati servono, ma per influenzare positivamente il cambiamento c’è bisogno anche dell’apertura mentale che permetta, da un lato, di cambiare idea se l’evidenza dei fatti lo richiede, e, dall'altro, di costruire un ecosistema che permetta alla misurazione dell'impatto sociale di dare, realmente, i suoi frutti. 

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