Randstad Workmonitor: risposte Fiduciose e Positive per l’Italia

Dall’Economic Outlook 2017 del Randstad Workmonitor, la consueta indagine trimestrale condotta da Randstad in 33 Paesi del mondo, arrivano informazioni incoraggianti per l’Italia. Randstad rileva una netta distinzione da parte dei lavoratori italiani fra le prospettive economiche nazionali ed aziendali percepite, con una pesante flessione verso quest’ultima.

Il 74% dei dipendenti ha infatti fiducia nelle possibilità di crescita dell’azienda dove lavora mentre solo il 41% crede nella ripresa economica anche a livello nazionale – contro il 52% della media globale – registrando dieci punti in meno rispetto all’indagine dello scorso anno. I dati che emergono dal report Randstad sul mondo del lavoro registrano, così, un’apertura di 2017 all’insegna dell’ottimismo anche se scende la fiducia generale del mercato italiano. L’indagine, svolta su un campione di 400 lavoratori di età compresa tra i 18 e 65 anni per ogni nazione, fa perdere sei posizioni all’Italia nella classifica generale, che passa dal ventisettesimo posto al ventunesimo.

“La fiducia degli italiani verso i datori di lavoro – ha affermato Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia – rivela un interessante riconoscimento alle imprese. È vero che la differenza fra le aspettative di miglioramento generale e quelle delle aziende descrive una diversa percezione, ma credo che ciò non sia sintomo di sfiducia verso l’economia nazionale bensì rappresenti un segnale di cambiamento. Cresce, infatti, la consapevolezza che il mercato del lavoro sia in evoluzione e che i lavoratori debbano adattarsi sempre di più a nuovi contesti e esigenze della domanda, ad esempio la sfida della re-generation e dell’active ageing, la digitalizzazione e il ruolo della tecnologia”.

Analizzando nel dettaglio i risultati del Randstad Workmonitor 2017 si nota ad esempio che cresce l’ottimismo nei confronti del datore di lavoro: il 61% dei lavoratori – in linea con la media globale - crede infatti che la realtà aziendale in cui opera abbia ottenuto risultati migliori rispetto all’anno precedente ed il 74% che le performance aziendali continueranno a migliorare anche quest’anno.

Meno positivi i risultati che riguardano il lavoro individuale: solo il 41% degli intervistati si aspetta di ricevere un aumento di stipendio ed il 44% un bonus una tantum. In calo la mobilità per i lavoratori a livello globale – da 110 a 108 - mentre a livello nazionale l’indice resta invariato a 103. Infine il 77% degli italiani non ha cambiato lavoro negli ultimi 12 mesi, il 7% ha ricoperto un ruolo diverso all’interno della stessa società e solo il 4% sia la posizione che l’azienda.

È soddisfatto del proprio lavoro un 68% e solo il 4% vorrebbe cambiarlo. Il 6% degli italiani sta invece cercando attivamente un altro lavoro, il 5% seleziona nuove opportunità, il 30% è aperto ad ogni possibilità, se capitasse, ed il 36% non lo sta neanche cercando. Infine tra gli occupati solo il 9% teme di perdere il posto ed il 47% ha fiducia di trovarne uno diverso in poco tempo.

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