DIRITTI UMANI IN AZIENDA: ORA DISPONIBILE IL “BLUEPRINT ON BUSINESS & HUMAN RIGHTS”

1 grande azienda europea su 2 ritiene che il rispetto dei diritti umani non sia un tema rilevante per sé, e non forma i propri dipendenti sull’argomento. Solo l’8% delle aziende europee affronta il tema adottando processi trasversali alle funzioni aziendali coinvolte. 
Abusi nella filiera; discriminazione in base al genere, all’età, all’orientamento sessuale; lavoro forzato; violazione della privacy: le imprese sono ancora poco consapevoli di quanto sia ampio il perimetro occupato dal tema del rispetto dei diritti umani, e dei forti rischi che derivano da un suo presidio poco efficace. La considerazione è ancora più attuale per l’Italia, che è il secondo paese europeo per numero di violazioni dei diritti umani.

Le imprese intenzionate a mettere al centro il rispetto dei Diritti umani per ridurre le disuguaglianze possono ora fare riferimento al “Blueprint on Business & Human Rights, il set di linee guida elaborato da CSR Europe per integrare il rispetto dei diritti umani nelle 3 funzioni aziendali chiave: Risorse Umane, Acquisti e Risk Management.

Nel documento – realizzato con il contributo di esperti e grazie alla realizzazione di 18 interviste con altrettante grandi aziende attive in 7 settori diversi – sono individuati i 6 principi-chiave su cui basare il rispetto dei diritti umani in azienda e sono illustrati 55 esempi di buone pratiche d’impresa.

Il “Blueprint on Business & Human Rights” è stato presentato oggi in occasione dell’evento “Diritti umani in azienda: vincere la sfida dell’integrazione”, organizzato a Milano da Fondazione Sodalitas in collaborazione con CSR Europe, Fondazione Global Compact Network Italia e Unicef Business Lab.

La pubblicazione è stata realizzata nell’ambito delle attività dell’European HUB on Business & Human Rights, nato nel 2014 proprio con l’obiettivo di favorire l’integrazione dei diritti umani nelle politiche e nei processi aziendali. L’Hub, che coinvolge attualmente 150 imprese in tutto il continente, è coordinato da CSR Europe e promosso in Italia da Fondazione Sodalitas.

Lo scenario
I nuovi Sustainable Development Goals lanciati a fine 2015 assegnano alle imprese un ruolo strategico per il rispetto e la promozione dei diritti umani nell’ambito della propria attività e sfera di influenza. Confermando il percorso tracciato dalle Nazioni Unite già nel 2011, con l’introduzione dei Principi Guida su Imprese e Diritti Umani, secondo cui “incorporare i diritti umani nelle funzioni aziendali è il macro-processo da implementare per garantire che tutto il personale sia a conoscenza dell'impegno politica dei diritti umani dell'impresa, che ne comprenda le implicazioni nel modo in cui lavora, è formato ed incentivato ad operare in modo rispettoso e che lo consideri intrinseco ai valori aziendali fondamentali”.

Il “Blueprint on Business & Human Rights”
Assicurare il rispetto dei diritti umani è una sfida molto complessa e di grande attualità. Anche le imprese europee si confrontano infatti con il rischio che catene di fornitura sempre più globali generino disuguaglianze sempre più accentuate.

Nel “Blueprint on Business & Human Rights” sono descritti i 6 principi-chiave da cui le imprese – indipendentemente dalla cultura aziendale, dal tipo di attività o dal posizionamento delle diverse funzioni – dovrebbero partire per mettere al centro il rispetto dei diritti umani:

1. Leadership interfunzionale. I diritti umani, per permeare davvero la cultura aziendale, non possono essere ricondotti - in termini di competenza e di responsabilità - ad una funzione specifica, ma devono superare le divisioni di area coinvolgendo attivamente tutte le funzioni rilevanti
2. Responsabilità condivisa. Oltre al superamento dei “silos” funzionali, è fondamentale che al personale operativo vengano affiancati anche professionisti esperti in materia di diritti umani. Il lavoro congiunto rende possibile l’analisi puntuale di casi specifici e l’individuazione delle modalità più efficaci per affrontarli
3. Incentivazione. Per alimentare la consapevolezza dell’importanza del rispetto dei diritti umani in azienda può essere utile misurare le prestazioni e prevedere degli incentivi, creando un meccaismo virtuoso di competizione ed emulazione
4. Formazione continua. Anche in materia di diritti umani andrebbe applicato il principio della formazione continua, grazie al quale creare una cultura aziendale forte, consapevole, costantemente aggiornata e capace di passare “dalla teoria alla pratica”, rendendo esperienza il rispetto dei diritti esperienza quotidiana anche nell’operatività
5. Comunicazione bidirezionale, quindi sia una comunicazione dall’alto verso il basso da parte dei leader – che sia chiara, frequente e trasversale – sia una comunicazione dal basso verso l’alto, con cui portare all’attenzione dei vertici difficoltà, successi e sfide in atto.
6. Rivedere, analizzare, integrare. Perchè questo percorso verso la messa al centro dei diritti sia efficace, è fondamentale individuare indicatori specifici con cui valutare sforzi ed impatti.

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